Recensione di “Storia di un uomo vescica” su MuatyLand

 In RECENSIONI

Oserei definire questo romano un’attenta analisi dell’animo umano. L’autrice ci permette sin dalle primissime righe di immedesimarci nella vita di Maurizio Beltrami, ipocondriaco, depresso, annoiato dalla vita. Ci viene concessa l’opportunità di comprendere perché un uomo che sembra avere tutto (una madre fin troppo affettuosa, un buon lavoro), non riesca a godersi la vita, e all’età di trentasette anni creda che il suicidio sia l’unico modo per porre fine alle sue sofferenze. La presenza della vescica sotto il piede rappresenta un piccolo barlume di speranza: è una metafora, che indica la voglia di Maurizio di cambiare, di provare ad essere un uomo diverso. La vescica si ingrossa fino ad inglobarlo del tutto…

 

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