Kokoro. L’armonia che cambia la vita
Ho scoperto la parola “kokoro” leggendo i testi di Eihei Dōgen, maestro e monaco zen nato nel 1200 e morto nel 1253, fondatore della scuola Sōtō-shū.
E ora ho ritrovato questa parola in un libro pubblicato dalla casa editrice Solferino “Kokoro. L’armonia che cambia la vita”, dell’autrice Rie Ichinomiya.
Ma che cosa significa “kokoro”? Vuol dire “cuore-mente”, e cioè che il cuore, per stare bene, deve trovarsi in perfetta armonia e sintonia con la mente e viceversa.
Come scrive Ichinomiya, si tratta di un muscolo invisibile che si allena nella concentrazione, di un respiro fatto prima di prendere ogni decisione, e che si ritrova nella cura dei dettagli, nello scegliere parole capaci di guarire anziché ferire. Qualcosa che non è solo giapponese, ma che appartiene al mondo intero.
Rie Ichinomiya ha scelto di raccontare alcune storie di donne giapponesi per farci capire che cos’è il “kokoro”, prendendo ad esempio le loro vite intraprendenti e passionali, quella della poetessa e dell’attrice, della politica e della samurai.
“Parlare di kokoro significa parlare della parte più sottile e insieme più concreta dell’esperienza umana: il cuore che sente e la mente che pensa, la radice delle emozioni e la sorgente delle decisioni. In Giappone, questo concetto non ha mai indicato solo un moto interiore, ma anche una forma di energia che plasma la vita collettiva tanto quanto quella individuale. È il kokoro che permette di affrontare le tempeste esterne con chiarezza interiore, di trasformare la rabbia in forza costruttiva, di governare le relazioni come si forgia un’armatura invisibile. È il cuore-mente che sa riconoscere i propri limiti e mutarli in risorsa, che mantiene la disciplina delle emozioni come si tempra una lama, che vede nella crisi non una fine ma l’inizio di una metamorfosi”.
Il segreto è sempre e solo uno, il più importante: quello di coltivare la disciplina interiore, un’arma molto potente.
Il “kokoro” permette di coltivare lucidità, pienezza di spirito, sviluppare intelligenza emotiva e di non far vincere la nostra tendenza alla reazione automatica.
Ecco come far diventare la tensione tra emotività e controllo una forma d’arte: con il kokoro.
Con il “cuore-mente”, tutto diventa possibile.

