Non farti più del male
Nessuno mi aveva detto che in realtà non si cresce mai. Forse questa è la cosa che rende inaccettabile morire. Sembra che ce ne andiamo quando il tempo non è nemmeno passato.
Ora, per la prima volta, sono in un posto sicuro dove sento che nessuno potrà raggiungermi, ferirmi o portarmi via. Perché non è un luogo fisico. È dentro.
Io l’ho visto, l’ho guardato quel telo bianco sopra al corpo morto e rinsecchito di mia madre. Ho visto i cadaveri bruciare a Varanasi, sciogliersi come neve sulle fiamme, spezzarsi, cadere a terra e non essere più niente. L’ho vista quella luce, quella pace che compare quando hai perso la speranza e sei pronto ad andare, e la verità è che non fa paura.
È la vita a farci paura, non la morte, perché rimaniamo bambini per sempre, anche quando da fuori sembra che abbiamo il deserto negli occhi. Sono stata in analisi tanti anni, ora non ci tornerò, perché ho bisogno di sentire e so contenere o quantomeno devo imparare a farlo.
Ci si deve far attraversare dalle emozioni e non anestetizzarsi. Bisogna diventare bambini coraggiosi.
Tante persone sono semplicemente fragili, non cattive. Ma cosa bisogna attraversare e quanto lontano bisogna andare per poter guardare le foglie sugli alberi mosse dal vento e stare bene e vedere in quel momento tutto l’Universo.
Dopo aver a lungo guardato, imparare a vedere, ed essere pronti ad accogliere nella propria vita solo chi sa vedere come noi e volere solo il meglio, l’amore e la gentilezza, altrimenti meglio il nulla e la sana è rinvigorente solitudine. Non l’avrei mai detto, ma la mia felicità conta.
E non solo non ci avrei scommesso ma non l’avrei mai ritenuto possibile. Una bambina da amare follemente ora ce l’ho, ed è dentro di me. Forse mia madre alla fine è stata comunque un grande esempio, mi ha mostrato cosa non fare e cosa non essere mai.
E mi è costato tanto, ma le sono immensamente grata. Ha reso possibile a me ciò che lei si è negata: la felicità. Che sia questo un anno di rinascita, dopo un anno di croce e lutti e morti e di cose perdute per sempre.
Ho accarezzato mia madre più da morta che da viva, e questo dispiacere mi rimarrà dentro per sempre. Quando ho perdonato era troppo tardi. Tutto dovrebbe diventare più naturale e leggero, domare l’autosabotatore, che non è altro che un bambino che ha paura.
Non farti più del male, fidati di te stesso. Puoi farlo.
Buon anno.
