Ridate ai giovani la paura dell’inferno

Si sta avvicinando il Natale.

In questi mesi abbiamo letto notizie agghiaccianti riguardo a storie di giovani che hanno picchiato, rubato, accoltellato, ucciso, stuprato.

Giovani italiani. Giovani stranieri.

Un disastro evolutivo e genitoriale.

Ma è davvero solo colpa dei genitori?

Non è anche colpa della scuola, della società, dei social.

La colpa non è di ognuno di noi?

Tutto questo avviene a causa della mancanza di valori.

Non si deve per forza tornare a credere in Dio. Non so se risolverebbe tutti i problemi. Ma è un fatto che i giovani di oggi non abbiano più paura di nulla.

Non temono la prigione. Non hanno paura di essere sgridati o delle punizioni perché non riconoscono nessuna autorità. Non hanno paura dell’inferno.

E allora non è il caso di chiedere ai figli, ma prima di tutto a sé stessi, qual è lo scopo della nostra vita?

Per cosa vale la pena vivere? Cosa ha valore e cosa no? Cosa si pensa che ci sia dopo?

Se il nulla dilaga, allora tutto è permesso. Il nichilismo ha vinto.

Non deve essere un Dio a far prevalere la giustizia morale.

Bisogna ripensare all’etica, ai principi, all’educazione civica e affettiva.

Bisogna prima di tutto ridare valore all’esistenza, al nostro essere nel mondo ma non del mondo.

Credo fermamente che la natura umana sia buona, che nell’anima di ciascuno ci sia bontà e saggezza, ma senza consapevolezza e chiarezza mentale, questa natura rischia di perdersi, di offuscarsi.

Vi auguro che queste festività non siano solo l’ennesima occasione per consumare e distrarsi, ma un’opportunità di riflessione, di profondo ascolto interiore e di riscoperta dell’amore.