Sulla necessità di distaccarsi dai genitori
Deve pur avvenire.
Un giorno ti svegli, e capisci che per andare avanti devi distaccarti dai genitori.
Devi andartene via da casa, ma soprattutto devi distaccarti emotivamente, devi liberarti dei genitori che ti sono “precipitati dentro”, come disse un mio ex psicologo.
Non si tratta soltanto di sentirli meno, di vederli meno, di fare scelte che accontentino noi stessi e non loro.
Si tratta di liberarsi delle abitudini che abbiamo introiettato.
Si tratta di interrompere quella catena che ci porta a comportarci in un modo che in realtà non ci appartiene e che ci ricorda nostro padre o nostra madre.
È un percorso difficile, ma sarà proprio questo cammino a impedirci di fare gli stessi errori con i nostri figli.
Dobbiamo diventare consapevoli per capire se c’è un rapporto di dipendenza e controllo, e soprattutto se viviamo in una famiglia disfunzionale e violenta.
Bando ai sensi di colpa. A volte è bene anche non parlarsi mai più e allontanarsi definitivamente.
Solo così potremo diventare chi siamo veramente senza paura del loro giudizio.
Non apparteniamo ai nostri genitori.
Ci mettono al mondo, e a volte gliene siamo grati -mica sempre-, ma non siamo di loro proprietà, come non lo saranno i vostri figli.
Chi ama davvero, lascia andare.
Ognuno deve fare la propria vita.
Mia madre è morta da un anno, oggi con mio padre ho un bel rapporto. Hanno fatto tanti sbagli, ma per fortuna mi hanno sempre lasciato libera, non si sono mai imposti, non hanno messo rotaie che avrei dovuto perseguire per farli felici.
Questo mi ha portato a compiere errori, a fallire, a cadere e a rialzarmi, ma ero responsabile della mia vita, sempre.
E oggi, se sono fiera di quello che sono diventata, lo devo anche a loro e soprattutto a me stessa.
E tu che rapporto hai con i tuoi genitori?
