Il corpo sceglie quale posizione di yoga praticare
Il bello di praticare yoga è che un giorno, dopo essere stati allievi per un po’ di tempo, inizierete a guidarvi da soli.
Praticherete nella solitudine della vostra stanza. Ogni giorno. Perché questo è il senso della meditazione, e non aspettare di andare in palestra o in un centro yoga una volta alla settimana.
E allora capirete che in realtà cinghie, mattoncini, nastri, posizioni da contorsionisti e via dicendo non vi sono mai serviti e mai vi serviranno.
Il corpo sa cosa fare. Il corpo sa di cosa ha bisogno, dovete solo imparare ad ascoltarlo.
E allora sarà bellissimo praticare yoga da soli ascoltando il vostro corpo e facendo le posizioni che sarà lui a richiedervi. Senza bisogno di seguire chissà quale sequenza strana e complicata.
Vi basterà diventare consapevoli del respiro, che non dovrà mai diventare affannoso.
Vi basterà non sentire i muscoli tremare.
Vi basterà non molleggiare, non tirare, non forzare.
E allora la pratica diverrà come una danza in armonia con l’Universo e non avrete bisogno di nient’altro.
Imparerete a fluire, a conoscervi, a lasciar andare.
Questo è il senso, non diventare dei fachiri o riuscire a toccarvi le punte dei piedi a tutti i costi in Paschimottanasana.
E voi avete cominciato a fluire mentre praticate yoga?
