La ricerca spasmodica del benessere ha rotto il ca**o
Devi essere vegano, gluten free, sugar free, lattosio free, fruttariano, altrimenti non sei degno.
Se poi fumi o bevi alcol, meglio sopprimerti.
Tette perfette ed enormi. Chiappe sode. Sorrisi smaglianti. Denti bianchissimi. Felicità a profusione. Pillole di saggezza tra una pubblicità di yogurt e una tutina per lo yoga. Palme everywhere. Zero ansia. Zero stress. Salva te stesso con un videocorso. Medita 5 minuti e cambia la tua vita per sempre. Rinasci ascoltando la tua energia femminile-maschile tra chakra-tantra-sciamanesimo-costellazioni-kundalini-ealtreparoleacaso.
Chi apre i social si fa un’idea della meditazione e della cura di sé che ormai fa rabbrividire.
Ne parlerò a breve in un mio prossimo articolo.
Il mio problema è che sono prima di tutto una giornalista vera iscritta all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Per alcuni sono una serpe in seno. Sono una scrittrice e una studiosa. E non posso fare a meno di divulgare e di criticare ciò che non va in questo ambiente.
Ho scritto un libro che parla anche di questo: “Il libro della consapevolezza. Yoga. Meditazione. Mindfulness”, Gribaudo Editore
In questo ambiente ormai nascono come funghi influencer della meditazione e fuffa guru. Gente che cura con la sola imposizione delle mani e pensa ancora che la meditazione serva solo per imparare a stare “bene”. Gente che fa reel facendo sembrare che qualcuno li stia intervistando.
E se non riesci a dormire nonostante otto mesi di corsi di yoga, se sei depresso nonostante un ritiro di vipassana, se non ami tutti incondizionatamente dopo un videocorso, allora sei tu che sei sbagliato. Quando la verità è che magari avresti bisogno di uno psicologo, non di un guru.
Possiamo dire che molti si sono rotti il ca**o?
Meditare e praticare yoga non c’entra niente con quello che si vede in giro o nelle pubblicità, con personaggi che sorridono in modo soave mentre sono seduti sul cesso perché magari sono riusciti a evacuare.
Se siete onesti, se conoscete la profonda filosofia che c’è dietro, non abbiate paura d’indignarvi.
E tu che ne pensi?
