Guardate lontano per vedere meglio l’adesso

Dopo anni di meditazione, sento che qualcosa in me è cambiato per sempre, e proprio grazie alla pratica.

Vivo quello che mi capita, lo accolgo e lo osservo, senza cacciare via nulla.

Possiamo smettere di avere gli occhi tristi se cominciamo a guardarci dentro e ad avere chiaro come siamo fatti, cosa è bene per noi, cosa desideriamo per il futuro e andare dritti per la nostra strada.

Quando ero piccola ero triste perché non avevo prospettive, perché in famiglia le cose non andavano bene, e non potevo scappare.

Ma una volta diventati adulti, possiamo cambiare le cose, mollare tutto, reinventarci.

Ma tutto ciò diventa possibile solo se non ci dimentichiamo il breve passaggio che stiamo facendo su questa Terra.

Perché è solo così che le cose prendono le giuste proporzioni.

Ci si pensa sempre meno, ma è proprio il pensiero di dover morire a poter far risplendere la vita.

Nei miei libri dedico capitoli interi alla morte, e non smetterò mai di farlo.

Ne parlo sui social, invece di farvi vedere come si prepara il porridge, che non so neanche bene cosa sia.

Ogni tanto penso che dovrei chiudere tutto e dedicarmi solo a meditare e a scrivere, e forse a breve lo farò, ma intanto volevo condividere con voi il pensiero della nostra impermanenza.

Lo fanno troppo poco anche i monaci buddhisti, troppo presi a vendere corsi per meditare e stare meglio, un paradosso.

Voi non fatelo, guardate lontano per vedere meglio l’adesso.

Guardate le stelle.