La felicità è una scelta?
Me lo sono chiesta spesso in questo periodo.
La Mindfulness ci insegna a osservare i pensieri per quello che sono: pensieri, non fatti.
La meditazione non è “pensiero positivo”, ne ho parlato molto anche nel mio ultimo libro uscito per edizionipiemme “I sentieri della meditazione. Mindfulness: cos’è cosa non è e perché ha cambiato il mondo”.
Meditando possiamo accorgerci dei pensieri ossessivi e ruminanti, di quelli tristi e depressivi, e imparare a non prenderli come verità, come realtà delle cose. Lasciando andare.
La serenità è qualcosa che può durare più a lungo rispetto alla felicità.
La pace della mente è qualcosa che avvicina a uno stato di grazie, di molto superiore alla felicità.
In fondo, che cos’è la felicità?
Molto dipende da come affrontiamo la vita, soprattutto i momenti difficili.
Possiamo scegliere che tipo di pensieri coltivare e non perderci d’animo, ma non dobbiamo sforzarci di vedere tutto positivo anche quando le cose non vanno.
Accogliamo il dolore, accogliamo i momenti tristi, accogliamo la vita per quello che è, senza pensare di dover dimostrare qualcosa a qualcuno.
La felicità è condivisione. La felicità è l’opposto della finzione. La felicità è avere una mente calma in grado di godere del presente.
