Vai oltre

Stavo passeggiando in montagna.

Era sera, avevo appena finito di cenare.

C’era ancora luce.

Mi avevano detto che in zona, qualche settimana prima, era stato avvistato un orso, e che la notte, dal rifugio in cui mi trovavo, si potevano sentire ululare i lupi.

Ripensando a quelle parole, fui colta da una lieve agitazione.

Ho comunque continuato il mio cammino nel bosco, sono andata oltre, ho svoltato una curva e… ecco la luce e una valle bellissima aprirsi davanti ai miei occhi.

Ho guardato il cielo e le cime delle montagne. Ho pregato. Ho meditato. Mi sono commossa.

Era il mio luogo, il mio momento, un istante di sana solitudine.

Se non avessi proseguito, non sarei mai arrivata in quel posto magico.

Ho vinto la paura e l’ansia e sono tornata con una nuova consapevolezza: le persone vivono in città anche perché hanno bisogno di essere viste, per sentire che esistono.

Io, a volte, ho come l’impressione di non averne più bisogno.

Resto in città per fare il lavoro che amo e per poter insegnare mindfulness a chi ne ha più bisogno, e cioè ai milanesi che soffrono sempre di più lo stress.

Ma sarà mia premura tornare nella natura ogni weekend e non appena mi sarà possibile.