Tre mesi da nomade digitale
In questo periodo della mia vita sto vivendo come una nomade.
Sono in giro da fine maggio e vagherò ancora fino almeno ai primi di settembre.
Sto affrontando tanti grandi cambiamenti.
Non ho una casa (fisica) e non ho più un posto che possa chiamare “casa”.
Sono parecchio stanca ma anche felice. A breve troverò di nuovo una base e mi stabilizzerò per un po’, per poi viaggiare di nuovo e trovare un posto in cui vivere in mezzo alla natura.
Molte persone non riescono a vivere nell’incertezza e fanno di tutto per cercare di avere il controllo.
Eppure, la vita ci mette pochi secondi per ricordarci che tutto può cambiare in un attimo e far crollare ogni nostra certezza e stabilità.
Se non avessi avuto la Mindfulness, tutto sarebbe stato molto più difficile e complicato, ma una delle cose che si è rivelata fondamentale nell’affrontare questi mesi, è stata dialogare con le mie parti interiori, quelle del passato, dalle bambine alle adolescenti.
Per identificarle meglio ho recuperato anche delle loro foto.
Hanno anche dei nomi: il dubbio, la guerriera, papero, la bambina triste, quella felice, l’intellettuale e quella ferita.
Siamo 14, non starò a presentarvele tutte!
Sono entrata in contatto con loro facendo la terapia EMDR.
Se loro stanno bene, l’adulta può continuare a tenere le redini della situazione e surfare sulle vicissitudini dell’esistenza.
Se loro hanno paura o iniziano a non sentirsi al sicuro, allora vanno ascoltate e confortate.
Ecco, senza di loro non so se riuscirei a vivere con serenità questo periodo.
E tu sei in contatto con le tue parti interiori?
