Il rapporto con la spiritualità

Durante l’adolescenza sono stata un’atea convinta. Poi ho iniziato a considerarmi un’agnostica.

Oggi, invece, mi sono accorta di essere sempre stata una persona molto spirituale.

L’ho capito quando ho scoperto i mistici.

Finalmente qualcuno che la pensava come me, che sentiva quello che sentivo io.

Ecco, forse posso considerarmi una mistica, o quantomeno vicina al misticismo, soprattutto a quello cristiano.

E questo ha cambiato tutto. Per sempre.

Ha cambiato la mia visione del mondo.

Mi ha portato a desiderare di avere vicino un certo tipo di persone invece di altre.

E quando questo avviene, non si torna indietro.

È come qualcosa che s’insinua all’interno e che si sa che non uscirà mai più, scorrerà nel sangue e non se andrà.

Non si sarà più gli stessi.

Si comincia a percepire un senso e a capire qual è la via, chi si è, cosa si vuole e cosa no.

E questo non fa di noi persone meno superficiali, anzi.

Si sente tutto di più.

Si vive con una piena consapevolezza e si gusta ogni istante come mai prima.

Si ha meno paura.

Si trova una casa e si basta a sé stessi, consapevoli che, in realtà, forse non si è mai stati soli e mai lo si sarà.

Il mistero diviene la nuova dimora cui ambire.